Via Alessandra Macinghi Strozzi si trova nell’area di Garbatella–Ostiense, all’interno del Municipio VIII di Roma . La via, progettata tra il 1940 e il 1945, originariamente si chiamava Via della Madre Italiana, in linea con la toponomastica fascista dedicata alla maternità. Nel 1945, con la caduta del fascismo, venne rimodulata la scelta toponomastica e la strada fu intitolata ad Alessandra Macinghi Strozzi, nobildonna fiorentina del XV secolo. L’intitolazione segue una scelta di revisione post-bellica della toponomastica, sostituendo riferimenti di regime con figure storiche positive.
Alessandra M. Strozzi incarna un modello di resilienza femminile: virosa madre, manager oculata del patrimonio, e difensora tenace dei diritti dei figli, in tempi di travaglio politico e sociale . La sua scelta come toponimo valorizza un approccio storico-culturale che promuove il ricordo di donne influenti, non solo legate alla sfera pubblica, ma anche a quella familiare ed economica.
Alessandra Macinghi Strozzi (1407-1470) è una figura chiave del Quattrocento fiorentino, grazie soprattutto alle sue 73 lettere, scritte tra il 1447 e il 1470, che costituiscono una straordinaria testimonianza della vita familiare, sociale ed economica dell’epoca. Vedova di Matteo Strozzi e madre di otto figli, Alessandra affrontò da sola la gestione del patrimonio e l’educazione dei figli in un contesto difficile, segnato dall’esilio politico e dalla perdita di molti familiari. Le sue lettere, rivolte in particolare ai figli Filippo e Lorenzo, mostrano una donna forte, saggia e profondamente devota, che attraverso la scrittura esercita un ruolo attivo nella costruzione dell’identità familiare. In esse promuove valori come il senso della famiglia, l’onestà, la prudenza politica ed economica, e l’accettazione della volontà divina. Scritte in uno stile semplice ma diretto, le lettere hanno anche un grande valore linguistico e sono una fonte preziosa per comprendere il punto di vista femminile nella società fiorentina del XV secolo.