A Via Santa Galla a Roma è intitolata una figura femminile di grande rilievo spirituale e sociale: Santa Galla di Roma, vissuta nel VI secolo. Via Santa Galla celebra una patrona medievale che portò avanti una vocazione di carità e preghiera, incarnando la santità nella vita quotidiana. La scelta di dedicarle una via nel quartiere Ostiense, accanto alla chiesa moderna a lei dedicata, ricostruisce il rapporto tra passato e presente. Il nome ricorda una donna che si fece segno spirituale per la città, contribuendo a valorizzare la memoria femminile nella rete urbana di Roma.La vecchia chiesa di Santa Galla, costruita nella zona del Rione Ripa vicino al Campidoglio, fu demolita negli anni ’30 durante lavori urbanistici. In compensazione, nel quartiere Ostiense fu eretta una nuova Chiesa di Santa Galla nel 1940, su progetto dell’architetto Tullio Rossi
Santa Galla, figlia del console Simmaco, nacque in un’importante famiglia patrizia romana intorno al V–VI secolo. Rimasta vedova dopo un anno di matrimonio, scelse di non risposarsi. Si ritirò in una zona vicino al Vaticano, dove fondò un monastero e un ospedale dedicati alla cura dei poveri e degli infermi. Nella sua casa serviva ogni giorno dodici poveri, in segno di carità e devozione. Un episodio miracoloso della sua vita documentò l’apparizione di una luce oppure di un’immagine miracolosa della Madonna riportata nella chiesa di Santa Maria in Portico, successivamente chiamata Santa Galla