Via di Flavia Tiziana venne istituita ufficialmente nel 1938, insieme ad altre strade della borgata di Tor Marancia. Il criterio di denominazione fu quello di usare nomi legati alle catacombe presenti nella zona, a sottolineare la radice spirituale e archeologica del territorio. La scelta di dedicare una via a Flavia Tiziana valorizza la presenza femminile nel cristianesimo delle origini, riconoscendo il ruolo delle prime martiri come testimoni di fede. È interessante notare che, proprio in quegli anni, Roma stava vivendo una forte crescita urbanistica che spesso si intrecciava con la riscoperta della sua storia sotterranea: intitolare una via a una martire significava intrecciare modernità e memoria antica, portando alla luce figure altrimenti dimenticate.
Flavia Tiziana era una patrizia romana convertitasi al Cristianesimo nei primi secoli dopo Cristo. Per questo fu martirizzata e sepolta nelle vicine Catacombe di Domitilla, nella zona sud-est di Roma, uno dei complessi sotterranei più vasti e suggestivi della città. La sua figura emerge dalle iscrizioni catacombali come testimone del primo cristianesimo nella città eterna. Una curiosità: nelle catacombe le donne avevano spesso un ruolo di rilievo, non solo come martiri, ma anche come diaconesse e animatrici delle prime comunità. Flavia Tiziana diventa quindi simbolo di una spiritualità femminile che, pur soffocata dalle persecuzioni, riuscì a incidere profondamente nella costruzione dell’identità cristiana di Roma.