Guendalina Borghese rappresenta una figura rilevante tra le benefattrici laiche: nel quartiere romano dove risiede la via a lei dedicata, si volle ricordare una donna che incarnava valori di misericordia, solidarietà e condivisione sociale, soprattutto verso l’infanzia povera e l’educazione del popolo. Il toponimo offre un riconoscimento pubblico a una figura femminile laica di impegno sociale, spesso dimenticata. La via è collocata nel Municipio VIII (Garbatella – Ostiense), dove la presenza di toponimi femminili è particolarmente rara rispetto al resto della Capitale. L’intitolazione diventa così anche un segno simbolico di inclusione e valorizzazione del contributo femminile nel tessuto urbano contemporaneo.
Guendalina Talbot Borghese (1817–1840), nata in Inghilterra da nobili origini, sposò Marcantonio Borghese nel 1835. Nonostante la vita breve (morì appena ventitreenne), si distinse per un profondo impegno caritatevole a Roma: istituì asili infantili, scuole popolari e attività agricole destinate ai poveri, dedicandosi con fervore all’assistenza dei malati e delle persone disagiate. Il celebre scultore Pietro Tenerani realizzò un busto di lei proprio per rappresentarne l’“austerità caritatevole”, segno della stima verso una giovane donna religiosa impegnata nel sociale nonostante la sua condizione aristocratica.