Il Ponte Settimia Spizzichino, esempio di design minimalista e contemporaneo, si distingue per la sua struttura reticolare che richiama visivamente il vicino Gazometro, simbolo dell’archeologia industriale romana. Il ponte è stato inaugurato nel 2011 e un anno dopo è stato dedicato a Settimia Spizzichino. L’intitolazione a Settimia Spizzichino – unica donna sopravvissuta al campo di Auschwitz tra gli ebrei rastrellati a Roma nel 1943 – aggiunge un forte valore simbolico alla modernità del ponte. Inaugurato nel 2012, collega Ostiense e Garbatella, due quartieri centrali nella vita culturale e sociale della Capitale. Progettato da Francesco Del Tosto, il ponte si estende per 240 metri, con un tratto sospeso di 125 metri sorretto da due archi bianchi e funi d’acciaio disposte a raggiera. La struttura, funzionale e scenografica, ospita sei corsie stradali, trasporto pubblico, piste ciclabili e passaggi pedonali. L’illuminazione notturna esalta le sue linee fluide, rendendolo un landmark urbano di grande impatto visivo e memoria storica.
Settimia Spizzichino fu l’unica donna a tornare da Auschwitz tra i 1022 ebrei deportati dal Ghetto di Roma il 16 ottobre 1943. Arrestata con la sua famiglia durante il rastrellamento nazista, partì dalla stazione Tiburtina insieme a centinaia di donne, uomini e bambini. Sopravvissuta all’orrore, ha dedicato la vita alla memoria e al racconto di quella tragedia.